News | giovedì 04 febbraio 2010
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Anche il Veneto ha finalmente approvato una legge regionale sul commercio equo e solidale: un traguardo importante, raggiunto grazie al dialogo con i diversi soggetti che lavorano nell'ambito del commercio equo.
Ottava regione italiana ad approvare una «legge equa» [nona contando anche il Lazio, dove la legge approvata la scorsa estate è di più ampio respiro, sui vari aspetti dell'economia solidale], il Veneto si distingue per essere la prima regione dove la legge è promulgata da un governo di centrodestra, con l'approvazione di tutti gli schieramenti [35 voti a favore su 37].

«Si tratta di una legge molto positiva, che assume i contenuti proposti come movimento regionale delle botteghe del mondo», spiega Giorgio Rossi dell'associazione il Mappamondo di Chioggia, coordinatore del gruppo di contatto delle botteghe del Veneto.
La legge veneta percorre i contenuti già presenti nelle altre leggi regionali, ma aggiunge alcuni aspetti interessanti: «Il commercio equo e solidale viene inserito tra gli obiettivi della legge regionale 55 del 1999 ['Interventi regionali per la promozione dei diritti umani, la cultura di pace, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà', ndr], offrendo la possibilità di partecipare alla commissione prevista dalla legge».
La nuova legge, inoltre, istituisce un registro delle botteghe del mondo venete, certificate da enti nazionali [come l'Agices, Assemblea generale italiana del commercio equo e solidale], o internazionali [come il Wfto, «World fair trade organization»]. «Con questa legge la Regione si fa carico di promuovere e diffondere il commercio equo, sensibilizzando la cittadinanza e il mondo istituzionale, ad esempio introducendo i prodotti equosolidali nelle mense scolastiche – aggiunge Rossi –. Infine, viene istituita la 'giornata del commercio equo', insieme ad una fiera regionale del mondo equo».
Come dimostra l'esperienza delle altre Regioni, prima che la legge dia risultati concreti ci vorrà un po' di tempo, ma nel frattempo si è aperta una finestra nel dialogo tra i soggetti del commercio equo e la Regione. «Ora è importante che i diversi soggetti regionali si coordinino tra loro per diventare interlocutori significativi delle istituzioni, così come lo sono stati durante l'iter legislativo. Su questa legge, infatti, c'è stato un confronto molto importante tra il mondo equo e la Regione: un buon esempio di cooperazione che andrebbe seguito anche per altre leggi».
Scritto da Chiara Spadaro, pubblicato su Carta



 
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