News | giovedì 01 luglio 2010
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"Chilometri equi", non "chilometri percorsi"
Il rapporto tra commercio equo, "filiera corta", ambiente e commercio.

Proiezione dell'Indice di Sviluppo Umano (ISU) sulla mappa del mondo

E' in corso un acceso dibattito sul rapporto tra Commercio Equo ed Ambiente, in particolare sul dibattito (in inglese definito "food miles"), che critica le importazioni dai paesi lontani (in particolare di cibo) causa l'elevato impatto ambientale dovuto ai km percorsi.
Anche in Italia il dibattito si è sviluppato, anche in occasione di un Forum organizzato da CTM Altromercato nello scorso aprile 2010. Vi proponiamo una sintesi delle conclusioni a cui giungono Giorgio Dal Fiume, Responsabile Formazione CTM altromercato, OXFAM  e BIOVERSITY:

- discriminare i prodotti del Sud del mondo, e in particolare quelli del commercio equo, in base alla maggior distanza percorsa, comporterebbe l'ennesima ingiustizia storica per le loro popolazioni;
- "un indicatore singolo basato sui km totali percorsi costituisce un inadeguato indicatore di sostenibilità" (Ministero inglese per l'Ambiente, 2005);
- un eventuale blocco delle esportazioni - tutte - dai Paesi africani all'Inghilterra porterebbe ad una riduzione di Co2 pari al 0,1% (il 65% dell'emissione di Co2 dipende dai trasporti interni). Se tutti gli inglesi sostituissero le proprie lampadine da 100 w con lampadine a basso consumo, si otterrebbe un risparmio di emissioni 4,7 volte superiore!;
- il concetto di "Food miles" non tiene in considerazione: la modalità di trasporto (nave piuttosto che camion e con quale carburante); il processo di produzione di un bene/alimento, il suo ciclo di vita,  il confezionamento e la distribuzione commerciale;
- se l'obiettivo fosse la lotta al cambiamento climatico, sarebbe molto più efficace una conversione ad un regime alimentare tipo "dieta meditteranea" o addirittura  vegetariano: Il Settore dei trasporti produce, a livello mondiale, il 13,1% dei gas serra, mentre il settore dell'allevamento - escludendo la produzione di mangimi e la deforestazione per il pascolo - incide per il 18% del totale. Dati FAO 2009;
- il Commercio Equo e Solidale (ComES) non si esaurisce nel prodotto; il ComES è prima di tutto relazione tra due soggetti finalizzata alla lotta alla povertà-emarginazione. La valenza ambientale positiva del ComES è verificabile e non si riduce ai prodotti: essa riguarda prima di tutto l'impatto sui produttori e il loro territorio.
 

 
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